CONSULTA IL NOSTRO CALENDARIO GARE 
Non è possibile non parlare bene della Run for Food, a partire dal lodevole intento di richiamare l’attenzione sul fatto che mentre noi, la mattina, facciamo colazione al bar con cappuccino e cornetto, per una gran parte della popolazione mondiale un pugno di riso fa la differenza tra la presenza e l’assenza in questa nostra Madre Terra. Il podista, per quanto può, nella sua attività salutare, è comunque partecipe di quanto voglia bene a detta Madre. Ed eccola, la mattina della gara, in quel dello Stadio “Martellini” alle Terme di Caracalla, laddove fervono i preparativi per consentire la più ampia accoglienza e partecipazione possibile.
Personalmente, nel contribuire ad assicurare la “tenuta” di una delle “griglie” gestite da noi “Bancari” (come gran parte del resto), ho assistito, per la prima volta, alla collocazione in loco di uno dei gonfiabili. Sembra una operazione facile, invece ... ci vuole una squadra affiatata, in grado di “centrare l’obiettivo” e, soprattutto, di ancorare il manufatto plastico di modo che non si abbatta sui partecipanti, ovvero spicchi il volo secondando gli agenti atmosferici.
La mattina, nata sotto i peggiori auspici climatici, vira ad un “bello-anche-se-dovrei-piovere”, che è più di un invito. Si vede che il podista, già penalizzato per l’abbandono domenicale del caldo letto, viene in qualche modo risarcito della sua “protervia” nell’essere il padrone della strada. Almeno di domenica.
Il presumibile clima negativo deve aver scoraggiato la partecipazione alla non competitiva, rispetto alla passate edizioni. Peccato. Non c’è niente di più gratificante nel vedere le persone “normali” che, per una volta, possono dirsi “protagonisti”. Anche rispetto alla parte competitiva, molte formazioni non offrono il giusto riscontro, lasciando da parte, almeno per una volta, considerazioni di interesse. Del resto, poi, è una gara al centro di Roma. O no?
Alle 10, spaccate, prende il via questo appuntamento su un percorso detto (da uno che la sa lunga) “dei quattro biscotti”; il che, considerato l’obiettivo benefico, suona un po’ paradossale. Son però biscotti piuttosto duri, fatti di salite e di sampietrini che mettono a dura prova l’apparato motorio. I “biscotti” hanno però un indubbio fascino. Da una parte vedete i compagni più bravi di voi; dall’altra quelli che sono alle vostre spalle. Sono di più o di meno? Nessuno si ferma a contarli, ma tiene d’occhio – preoccupato – qualcuno che, dalle retrovie, può arrivare di soppiatto. E la cosa – ammettiamolo – non ci va giù, nonostante l’afflato decoubertiano.
L’arrivo, quanto è all’interno di uno Stadio, è sempre la parte più suggestiva. E’ come il suggello ad una alleanza tra il podismo ”da strada” e quello, “da pista”, con i quarti di nobiltà,. Ora, in pista, ci siamo anche noi che veniamo dalla bassa, da un posto che si chiama Mondo. E noi ci siamo sopra, a correre.

Pubblicizza su romacorre.it la tua gara
Contatta la
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.