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Le opinioni di un runner. Gli abbracci mancanti

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Le opinioni di un runner
Pubblicato 15 Marzo 2019

free hugsAllargo le braccia e vi circondo. Tutti. Nessuno escluso. Un abbraccio, come quelli di cui ho qualche volta bisogno. Forse andare in giro con un cartello con scritto: “Regalo un abbraccio” non è propriamente una soluzione percorribile, ma è pur sempre una possibile strada. Ed è la strada innanzi a noi che, in qualche modo, ci impone di proseguire. Magari, al prossimo bivio, le cose andranno meglio. Chissà.

Leggo che gli abbracci hanno ben dieci effetti terapeutici (o, qualcosa del genere).

Il primo è quello di aiutare il ringiovanimento. Quando abbracciamo una persona, il contatto genera una maggiore produzione di emoglobina che trasporta più ossigeno ai tessuti. Alla faccia dei radicali liberi.

Il secondo è che un abbraccio stimola la guarigione. Sia fisica che spirituale. Si parla, allora, di abbraccio-terapia in grado di rigenerare i tessuti danneggiati. E può darsi pure che sia vero.

Il terzo effetto è quello generatore di benessere. Un abbraccio gratuito, per l’appunto, non costa niente ma costituisce una sorta di dono per chi lo riceve. Un momento di calore. Il benessere è garantito.

Il quarto “potere” di un abbraccio consiste nella “concessione” di autostima. Chi abbraccia si sente meglio; chi lo riceve si persuade del suo “valore” rafforzando la propria cognizione di sé. Un gioco la cui somma è superiore al valore degli addendi.

Il quinto effetto è quello antidepressivo. Un abbraccio evita la caduta. Sostiene, più delle parole.

Il sesto motivo per abbracciare è che, così facendo, si allevia lo stress, generando un rilascio di ossitocina che spazza via la visione oscura del mondo. Non so se sia esattamente come il precedente, ma tra lo stress e la depressione c’è qualche bel percorso intermedio.

Il settimo valore dell’abbraccio è insito nel rapporto madre-figli. Il calore del corpo e l’affetto insito in questo rapporto aiuta a crescere meglio. Difesi e coccolati (e, se del caso, pure nutriti). Vale anche per i papà (nutrimento a parte).

L’ottavo valore di un abbraccio “sentito” è che – pare – migliori la memoria. Probabilmente quella di un tempo, in cui, piccolini, venivamo abbracciati molto più spesso.

Si dice, inoltre, che – e siamo al nono motivo – un bell’abbraccio tonifichi il cuore. Abbassa la pressione sanguigna (beh, dipende chi abbraccia ... ehm ...) e migliora la circolazione.

L’ultimo motivo li contiene tutti. Un abbraccio è in grado di stimolare una sensazione di calma e di pace, alleviando l’ansia e l’angoscia.

Più abbracci per tutti.

Per un momento ho volto il pensiero agli abbracci che ho dato (e ricevuto) dopo una gara, indifferenti dall’esser sudati ...

Il guaio di quando si conosce intimamente una donna è questo. Quando si viene respinti si viene gettati nella fredda oscurità. Si gira intorno ad un sole che ora volge la schiena. Noi, invece, abbiamo la nostalgia dei tempi andati e proviamo un abbraccio. Cerchiamo di dividere il nostro residuo calore anche con un pianeta di ghiaccio, pur sapendo che non si scioglierà mai più.

[M. Cruz Smith, Stella Polare, 1989]

 

So che prima o poi le cose cambiano / Ma quello che noi non sapremo mai spiegare / È il nostro inarrestabile vagare / Di (ricercare) quell’abbraccio unico / Che vuol dire tutto.

[Ron, Un abbraccio unico]

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